Gli eroi con disturbi di apprendimento e attenzione

Rick Riordan è un insegnante di inglese della scuola secondaria di primo grado e scrittore a tempo perso. La sua vita scorre tranquilla tra una lezione di inglese a scuola e la vita a casa in compagnia della moglie e dei due figli. La normalità viene interrotta un giorno da un colloquio con l’insegnante di uno dei figli: “Vorremmo che facesse svolgere a suo figlio una valutazione perchè ipotizziamo possa avere difficoltà nella lettura e nell’ attenzione“. Per la prima volta nella sua vita Rick si ritrova dall’altra parte del tavolo. Per una volta non è lui che deve discutere coi genitori dei loro figli, ma è quello che deve ascoltare quanto consigliato dagli insegnanti. Non sa bene come reagire a questa situazione. Qualche tempo dopo Rick accompagna il figlio dallo psicologo per la visita. E’ preoccupato e spaventato. Forse lo è più lui di suo figlio. “Tutti hanno punti di forza e punti di debolezza … Questi test aiuteranno gli insegnanti a capire come assisterti al meglio … Gli insegnanti sono delle brave persone” sussurra al figlio mentre sono in macchina. Forse è un mantra per ridurre la sua ansia, più che quella del figlio. Passa il tempo e la scuola lo convoca per discutere dei risultati. Gli esami confermano l’ipotesi: “suo figlio ha difficoltà di attenzione, di lettura e scrittura”. In realtà al ragazzo viene diagnosticata solo la dislessia. Lo psicologo scolastico ha alcune esitazioni sul diagnosi di ADHD ma questo l’insegnante non lo comunica. Rick è turbato e non ha idea di come poter aiutare il figlio. Come insegnante ha sempre avuto a che fare con bambini dislessici o iperattivi. Questa volta tuttavia è diverso: per la prima volta lui è il genitore con un figlio che presenta difficoltà. Osserva attraverso i suoi occhi da padre quanto sia difficile per il figlio svolgere i compiti scritti assegnati per casa, leggere ad alta voce o scrivere un tema. “Ho capito come un bambino brillante e dotato possa non riuscire a scrivere una frase completa…e questo non significa necessariamente che sia pigro” dirà a distanza di tempo ripensando a quei momenti. Decide di voler rendere omaggio sia a suo figlio che a tutti i suoi studenti che lottano, e hanno lottato, quotidianamente con queste difficoltà. Vuole far sapere loro che essere diversi non è una brutta cosa, che l’intelligenza non la si può valutare solo con carta e matita. Il talento non si può esprimere solo attraverso i voti scolastici ma che ognuno ha un talento nascosto. E’ bravo a scrivere. Nel tempo libero fa lo scrittore. Per anni a scuola ha insegnato ai propri studenti la mitologia greca. A suo figlio sono sempre piaciute quelle storie, sono le uniche che ha sempre letto, nonostante le mille difficoltà incontrate. Un giorno mentre è a letto ecco il lampo di genio: vuole scrivere un racconto che narri le gesta di un ragazzino di dodici anni che a scuola viene costantemente etichettato come pigro piantagrane, ma che scopre che le sue difficoltà di apprendimento sono in realtà di qualcos’altro. Sono le avvisaglie che è destinato a qualcosa di grande. A qualcosa di epico. Sono gli indicatori del suo sangue olimpico. Questa è la storia di come è nata la saga di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, un’epopea che ha come protagonisti ragazzini tra i 10 e i 16 anni etichettati come dislessici e Adhd ma che si ritroveranno a combattere mostri, aiutare Zeus e i suoi fratelli e a salvare la Terra attraverso mille avventure. L’autore mette sotto una luce diversa le difficoltà, non come qualcosa di limitante, qualcosa di cui vergognarsi, ma come un qualcosa di speciale che solo pochi hanno il pregio di poter avere. I racconti sono vividi, portano i ragazzi ad immedesimarsi con le difficoltà esperite dai protagonisti. Queste vengono vissute con normalità, come punti di forza che accomunano tutti gli eroi durante il loro cammino. L’autore riesce a narrare temi complessi come la dislessia e l’ Adhd in maniera giocosa, trasformando i sintomi in virtù, avvicinando il lettore a questo mondo spesso sconosciuto. Gli scritti di Rick Riordan, che oltre pentalogia di Percy Jackson comprendono anche le saghe di “Gli eroi dell’ Olimpo“, incentrati sulla mitologia dell’antica Roma, “The Kane Chronicles” su quella egizia e “Magnus Chase e gli Dei di Asgaard” su quella norrena, riescono a mostrare sotto una diversa luce tutte quelle problematiche che convivono quotidianamente con milioni di studenti di tutto il mondo. Quello che è nato come un gesto di amore di un padre verso il proprio figlio per aiutarlo ad affrontare le proprie difficoltà si è trasformato in un successo internazionale che ha portato nelle case di milioni di giovani lettori una visione semplice ma al tempo stesso vivida della dislessia e dell’ Adhd, in cui limiti e difficoltà sono trasformati in punti di forza riservati solo a coloro che sono designati ad un destino da eroe.

“- Sei dislessico, iperattivo e probabilmente hai anche un disturbo da deficit di attenzione – Deglutii cercando di mascherare il mio imbarazzo. – Come…- – Tutte queste caratteristiche sono un segno quasi inequivocabile. Le lettere si mettono a roteare fuori dalla pagina quando leggi, vero? Questo perchè il tuo cervello è impostato per leggere il greco antico. E l’iperattività… sei impulsivo, non riesci a startene seduto in classe. Sono i tuoi riflessi da combattimento. In una battaglia vera ti salverebbero la vita. Quanto ai problemi di attenzione, dipendono dal fatto che ci vedi troppo, Percy, non troppo poco. I tuoi sensi sono migliori di quelli dei comuni mortali – – Parli come se ci fossi passata anche tu – Come la maggior pare dei ragazzi del campo. Se tu non fossi come noi, non saresti sopravvissuto al minotauro…” Percy Jackson e Gli Dei dell’Olimpo: Il ladro di fulmini

Articolo di Marco Guida

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